I lavori di agosto

Agosto è il mese più caldo dell’anno e innaffiare regolarmente e con abbondanza diventa indispensabile per la salute delle nostre piante, intervenendo al mattino presto o alla sera per evitare ustioni sulle foglie più delicate. Per gli alberi messi a dimora in primavera, occorre far si che l’acqua raggiunga anche le radici più profonde.

L’ingiallimento o la chiusura delle foglie possono essere sintomi d’insufficienza idrica e in tal caso è utile intervenire con abbondanti irrigazioni, e se necessario, nebulizzazioni quotidiane su rami.

E’ buona norma predisporre una buona pacciamatura per migliorare la penetrazione dell’acqua e ridurre l’evaporazione, utilizzando pacciamaturamateriale organico di vario tipo, come terriccio torboso, corteccia e aghi di pino, trucioli di legno o foglie secche. La pacciamatura svolge anche una funzione diserbante, ostacolando lo sviluppo delle erbe infestanti. Per rompere la capillarità del suolo e limitare la traspirazione, serve anche zappettare l’area intorno alla base del tronco, evitando le zone vicino alle essenze con radici superficiali, che potrebbero danneggiarsi.

In alcuni casi può essere utile proteggere i tronchi delle specie più sensibili ai raggi solari diretti con juta o tela di sacco o in alternativa disporre un telo ombreggiante teso con pali infissi nel terreno.

Per i nostri rampicanti al fine di ottenere la forma desiderata è opportuno legare i rami di nuova formazione ai tutori, aggiungendone di nuovi, nel caso in cui quelli presenti non siano sufficienti.

E’ il periodo più adatto per accorciare la vegetazione delle siepi che hanno già terminato la fioritura o che non stanno per generare le loro bacche decorative tagliando i getti non lignificati che si sono formati tra la primavera e l’estate, ed eliminare subito i residui di potatura, spesso rifugio di parassiti.

Verso la fine di agosto si possono mettere a dimora conifere e arbusti sempreverdi, in modo che possano radicare bene prima dell’arrivo del grande freddo.

Con l’arrivo dei primi temporali e l’aumento dell’umidità relativa dell’aria, si possono verificare attacchi di ruggine e di mal bianco.

La ruggine si manifesta con la comparsa sulla pagina inferiore delle foglie di pustole concentriche, dalle quali a maturità fuoriescono numerosissime spore che, veicolate dall’acqua e dal vento, diffondono l’infezione.

Le foglie attaccate da mal bianco sono invece ricoperte da una muffa farinosa che provoca l’ingiallimento e il disseccamento della vegetazione.

Contro queste avversità si può intervenire con trattamenti settimanali a base di Proclaim alternato a zolfo bagnabile, secondo dosi e modalità riportati in etichetta

roseIn estate è fondamentale che le rose ricevano la giusta quantità di acqua, in quanto scarse annaffiature potrebbero favorire la crescita di radici superficiali e la produzione di fiori di piccole dimensioni. Occorre quindi bagnare abbondantemente facendo in modo che l’

acqua raggiunga le radici profonde, intervenendo anche tutti i giorni in caso di siccità. Se necessario, zappettare il terreno alla base delle piante e rinnovare la pacciamatura.

Si può praticare una potatura verde sugli arbusti di rose che si sono infittiti troppo, per favorire la circolazione di aria e luce e permettere una crescita regolare. Asportare i fiori appassiti nelle cultivar rifiorenti, mentre si consiglia di lasciare che si formino i frutti decorativi nelle specie non rifiorenti come Rosa rugosa, complicata e pimpinellifolia. Eliminare i succhioni che nascono sotto il punto d’innesto e che toglierebbero sostanze nutritive alla pianta, indebolendola.

In caso di forte siccità è necessario annaffiare regolarmente, facendo attenzione a non creare ruscellamenti con conseguente asportazione di terriccio. Estirpare le erbe infestanti e, in presenza di lumache o altri insetti, disinfestare con prodotti appositi.

 

potatura rose

Nei rosai occorre asportare i selvatici (germogli nati sotto il punto d’innesto); effettuare la potatura verde eliminando i rami che crescono al centro del cespuglio; potare le specie non rifiorenti, intervenendo in modo leggero sulle varietà antiche; irrorare poltiglia bordolese per prevenire o curare la macchia nera.

Nei prati si deve aumentare l’altezza di sfalcio, in modo da non asportare più del 50% della lunghezza dei fili d’erba. Eliminare l’erba tagliata e irrigare per ridare vigore.
L’irrigazione deve sopperire alle mancate precipitazioni: non aspettate che l’erba ingiallisca per intervenire, ma cercate di mantenere il suolo umido bagnando abbondantemente ogni 3-4 giorni e rimuovere costantemente le erbacce infestanti, in modo da evitare che rilascino sul terreno i semi, che causano un rapido diffondersi delle piante.

 

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