I lavori di settembre

 I vecchi giardinieri giapponesi erano soliti affermare che in settembre la natura “dona agli uomini tutto ciò che le rimane della buona stagione, prima di cadere nel sonno dell’autunno”.

La fine dell’estate rappresenta uno di quei momenti nei quali si fa il punto della situazione e ciò è valido anche per il nostro giardino sia per rimediare agli effetti del caldo estivo, sia per prepararlo ai rigori invernali e perché no, per prolungare le fioriture e prepararne di nuove.

La riduzione delle ore di luce ed il conseguente ritorno a temperature non troppo calde riportano, infatti, le piante ad una ripresa delle attività vegetative.

Si possono eseguire operazioni di potatura sui sempreverdi mantenuti in forme obbligate e spuntare gli arbusti sfioriti per eliminare i rami appassiti e svecchiare la chioma.

 

Con l’aumento dell’umidità si può verificare la comparsa di patologie per le quali è necessario intervenire con trattamenti insetticidi per controllare gli attacchi di afidi, metcalfa e psille, mentre è utile usare trattamenti fungicidi per combattere prevalentemente l’oidio.

 

Per le conifere bisogna fare particolare attenzione alla processionaria che, se si diffonde, può portare ad una rapida morte della pianta. Per le altre piante si deve controllare anche la diffusione di insetti rodilegno che possono danneggiare la pianta scavando gallerie nei rami e nel tronco.

 

Grazie all’abbassamento delle temperature e al clima più umido l’erba riprende nuovo vigore e cresce più velocemente.

Ogni 7-14 giorni è opportuno rasare il prato e abbassare l’altezza del taglio per consentire alle graminacee stolonifere di espandersi meglio.

L’aumento dell’umidità consente di ridurre il numero delle annaffiature fino ad interromperle completamente con la stagione piovosa.

Per ridare nutrimento ai nostri manti erbosi occorre distribuire uniformemente un concime a lenta cessione ed irrigare abbondantemente per favorirne l’assorbimento e se il calpestio e le ripetute irrigazioni estive hanno compattato il terreno, può essere utile arieggiare lo stesso con un arieggiatore motorizzato o manuale manuale al fine di favorire la penetrazione di aria e acqua e di elementi nutritivi.

Se l’arieggiatura non dovesse risultare sufficiente si può ricorrere alla carotatura asportando dei cilindretti (carote) di terra alti 5-10 cm da riempire con una misela di sabbia e semente.

Si può, inoltre, intervenire contro le infestanti a foglia largadistribuendo un diserbante selettivo efficace solo sulle dicotiledoni e non sulle graminacee.

Prevenire lo sviluppo di malattie fungine irrorando un prodotto fungicida polivalente a cui si può associare, se occorre, un insetticida o un acaricida.

Settembre è il mese più adatto per la semina dei nuovi prati e per la rigenerazione di quelli rovinati. Il tappeto erboso seminato in questo mese avrà, infatti, il tempo necessario per rinvigorirsi e diventare ben fitto, ostacolando così la crescita delle erbe infestanti che, nella maggior parte dei casi, nasceranno ad aprile e maggio.

 

Nei nostri rosai il graduale abbassamento delle temperature e le prime piogge favoriscono una nuova fioritura delle specie rifiorenti che, in alcune varietà si protrarrà fino a novembre.

Per agevolare la comparsa dei boccioli è indispensabile sarchiare il terreno per rimuovere le erbe infestanti e rompere la crosta eventualmente formatasi sul terreno a causa della siccità estiva, tagliare i rami secchi, i fiori appassiti e i succhioni presenti alla base delle piante.

Importante è tagliare anche i rami troppo lunghi che nei prossimi mesi potrebbero essere danneggiati dal vento o dalla neve.

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