Ad aprile ogni goccia è un barile… ma con l’arrivo delle “preziose” piogge si generano anche le condizioni climatiche ideali per gli attacchi di afidi, aleurodidi e lepidotteri sulla nuova vegetazione e per la comparsa di malattie funginee come ticchiolatura, muffa grigia e ruggine e per questo motivo per salvaguardare le nostre piante è opportuno intervenire con prodotti specifici sia antiparassitari che a base di zolfo.
Per conservare l’umidità del terreno, limitando la traspirazione, proteggere le radici dalle variazioni di temperatura, evitare il
compattamento del suolo e ostacolare la proliferazione delle erbe infestanti impedendone la germinazione, si può ricorrere ad un intervento di pacciamatura distribuendo sulla superficie del terreno uno strato di materiale organico di varia natura.
Da adesso fino a giugno il suolo è sufficientemente caldo ed umido, e le piante sono in pieno sviluppo e queste sono le condizioni ideali per eseguire la pacciamatura.
Prima di “pacciamare” è indispensabile eliminare le erbe infestanti eventualmente presenti rimuovendo l’apparato radicale e sarchiare il terreno con l’aiuto di una zappa di un sarchiatore.
Tra le principali sostanze vegetali che possono essere utilizzate si ricordano:
- aghi di conifere, ideali per pacciamare piante acidofile,
- letame poco decomposto,
- fronde secche di felci sminuzzate,
- residui di torba,
- truciolato di corteccia.
In questo mese si potano gli arbusti che sono fioriti sul legno vecchio e che hanno ormai concluso la fioritura.
Tutti gli arbusti caducifoglia e a fioritura primaverile devono essere potati dopo la fioritura, per eliminare le infiorescenze o sfoltire la chioma.
Per incrementare l’espansione in larghezza delle siepi, si effettua una cimatura, asportando l’apice dei nuovi germogli in vegetazione. Questo stimola l’emissione di gemme in corrispondenza dell’ascella delle foglie poste sotto il punto cimato, con conseguente sviluppo dei getti laterali e quindi un incremento della ramificazione e una vegetazione più folta.
Si deve intervenire anche su arbusti danneggiati dal freddo, accorciando i nuovi getti ed eliminando il legno morto fino al punto in cui ci siano dei segni di rigenerazione.
Spesso gli arbusti a foglia persistente, come il bosso, hanno una crescita molto lenta, e potature troppo frequenti o drastiche possono ridurre le energie della pianta.
In questo mese, nei roseti, non si possono più effettuare le potature, perché oramai le piante sono già in vegetazione e
potrebbero risentirne fortemente.
E’ importante eliminare le infestanti, se presenti, alla base delle piante, effettuando una leggera sarchiatura o asportandole manualmente.
A partire da questo mese si può notare la presenza degli afidi o “pidocchi delle rose” (afidi verdi o neri) sui giovani germogli, sui boccioli e sulla pagina inferiore delle foglie che lasciano dei tipici “scheletri” bianchi a testimoniare la loro presenza e danno adito allo sviluppo di uno strato appiccicaticcio e incolore che potrà dare origine a malattie crittogamiche e anche in questo caso si rende necessario l’uso di trattamenti specifici antiparassitari.